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giovedì 12 gennaio 2023

Dampyr - N.274

Testata: DAMPYR, N.274
Episodio: LA PROGENIE DI ROTHGAR
Testi: CLAUDIO FALCO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2023

In edicola il numero di gennaio di Dampyr.

Harlan riceve una telefonata da Malena Manzi, una giovane e coraggiosa donna che conobbe quando incrociò la strada del Maestro della Notte detto il Condor [n.67]. Ora Malena fa l’avvocato a Buenos Aires e si dedica alla causa delle “Abuelas de Plaza de Mayo”, associazione che cerca di rintracciare i desaparecidos e restituirli alle loro famiglie. Malena ha contattato Harlan per chiedere il suo aiuto, poiché un paio di giorni prima un’anziana dell’associazione ha visto il capitano Prieto presso il ritrovo della barra de los combatientes, una banda di criminali. Prieto era un ufficiale dell’esercito, zelante torturatore per conto della Dittatura, che ha conservato l’aspetto di quarant’anni prima, benché ufficialmente morto nel 1983.
Il giorno dopo, Malena si reca al Ministero della Difesa per consultare il fascicolo di Prieto. La cosa viene notata e la sera l’avvocato riceve la visita di due sgherri del Capitano. Per sua fortuna, Harlan e Kurjak giungono nello stesso momento e mettono in fuga i due malintenzionati. I nostri decidono di non rimanere con le mani in mano e fanno la prima mossa. Cercando il rifugio di Prieto, in realtà un non-morto trasformato a suo tempo dal Condor, si troveranno così sulle tracce di Rothgar, un Maestro della Notte dedito fin dal periodo nazista a spietati esperimenti su donne incinte, con cui cerca da decenni di creare una «stirpe superiore».

Falco realizza una storia tra avventuroso e poliziesco, calando i nostri eroi in un contesto di orrori reali, strascichi dell’Argentina della dittatura. Il villain nazista e creatore di mostri non può non ricordare il Von Reichter della Cybersix di Trillo e Meglia, ma è portatore di temi e intenti completamente diversi, sviluppati in un contesto urbano di odiosa violenza. A questi si aggiunge il tema del mostro che, visto da tutti come una minaccia, non è che un’altra vittima del vero carnefice. E a capirlo, in quanto per certi versi a lui simile, è solo e unicamente Harlan.
Assai nitidi e precisi i disegni di Del Campo, che pone estrema cura in particolare nel rendere gli elementi architettonici, spesso utilizzati per avvicinare all’azione, ma che riesce a dare espressività persino a un orrendo mostro. L’uso accurato delle ombre dà profondità alle scene, che risultano realistiche e ricche di particolari.



Risorse Web:
Scheda di La progenie di Rothgar
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venerdì 9 settembre 2022

Dampyr - N.258

Testata: DAMPYR, N.258
Episodio: DOTTOR DOLORE
Testi: GIORGIO GIUSFREDI
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 09-2021

La storia doppia messicana di Giusfredi e Del Campo, iniziata con l’albo Messico e sangue, si conclude con questo numero 258, intitolato Dottor Dolore.

Il dottor Nemech, alias Dottor Dolore, che Marsden salvò da Tesla in una fabbrica della Temsek molti anni fa e trasformò in non-morto, è tornato. Il Dottore sta conducendo delle ricerche su un misterioso siero usando come cavie gli immigrati clandestini di Nogales, in Messico, tra i quali riescono a sopravvivere per lo più solo donne incinte.
Bobby e Harlan sono a Tijuana, dove assistono a un incontro di wrestling. Dopo l’incontro, Michelle, la compagna di Jim Fajella, avvicina Jungla Negra, la quale è alla ricerca della sorella scomparsa ormai da un anno, Black Mamba. Un losco figuro, avendo sentito il nome di Black Mamba, avvicina Jungla Nera puntandole una pistola alla schiena. Fajella giunge in tempo per evitare il peggio e strappare al criminale il nome del mandante: il Dottor Dolore.
Nemech intanto porta avanti i suoi mortali esperimenti in un capannone abbandonato a Stains Camp, presso il confine tra New Mexico e Arizona. Il malvagio scienziato ha fatto prigioniera Inés, ragazza cara a Dern, e minaccia di farle del male se il Gringo Rubio non affronterà il Dampyr per suo conto.

Dopo aver attirato Harlan e Bobby in una caverna sulle Gila Mountains, guidati dal vecchio indiano Danny Greengrass, con l’aiuto di un gruppo di non-morti Dern riesce a procurarsi un’arma con proiettili al sangue di Dampyr. Il vampiro quindi torna da Nemech per salvare Inés, ma finisce per diventare una pedina del Dottor Dolore, che è riuscito con i suoi esperimenti a rimettere in gioco un pericoloso nemico di Harlan.

Diversamente dalla prima parte, questo episodio si svolge principalmente al presente. La trama principale si sviluppa intrecciandosi con varie sottotrame: le disavventure degli immigrati clandestini, che vivono il dramma delle separazioni familiari e della condizione di schiavi nell’inseguire un sogno di libertà e benessere per sé e per i figli; un gustoso accenno al mondo dell’intrattenimento messicano con una sequenza di wrestling femminile; la storia della lottatrice Jungla Nera alla ricerca della sorella scomparsa; quella di Danny Greengrass, l’indiano che è costretto a tradire per aver salva la vita e che ora cerca di emendare i propri errori. Avvincenti anche le ricomparse dei due Maestri della Notte, Marsden e Ixtlán, delle cui vicende ci vengono raccontati degli intriganti retroscena. Ne risulta una bella storia corale che si compone come un mosaico dai numerosi tasselli.

I disegni si presentano molto dinamici nelle scene d’azione, in particolare nelle sequenze di lotta sul ring e quelle con i Maestri, che si muovono a velocità supersonica. I giochi di luce di Dal Campo, in cieli dai raggi radenti e nubi minacciose, conferiscono alle scene un forte senso di drammaticità. C’è qui, in definitiva, una regia quasi cinematografica, arricchita da primi piani dei personaggi molti efficaci e sequenze spettacolari, come quella in cui Marsden emerge risanato da una piscina di sangue.



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martedì 6 settembre 2022

Dampyr - N.257

Testata: DAMPYR, N.257
Episodio: MESSICO E SANGUE
Testi: GIORGIO GIUSFREDI
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2021

Messico e sangue è la prima parte di una storia doppia scritta da Giorgio Giusfredi e disegnata da Andrea Del Campo.

New Mexico. Due agenti della DEA hanno avuto una soffiata sull’arrivo di una grossa partita di droga in cui sarebbe coinvolto il pericoloso criminale noto come “Gringo Rubio”. Quando le cose si mettono male, gli spacciatori si rivelano essere dei vampiri e fanno strage degli agenti e dei clienti.
Medellín. Bobby Quintana, ricevuta una foto del Gringo Rubio da un suo contatto nella DEA, racconta ad Ann Jurging del suo incontro con l’uomo, nel 1984. In quel periodo Bobby era invaghito di una giovane prostituta di nome Juanita, che venne uccisa davanti ai suoi occhi poco dopo l’arrivo di un cliente americano, Joe Dern, ovvero il Gringo Rubio. L’americano salvò la vita a Bobby, uccise l’assassino di Juanita e propose al ragazzo di aiutarlo a far fuori il mandante. Dern, all’epoca un agente antidroga della DEA dai metodi piuttosto spicci, mantenne la promessa: un giorno andò a prendere Bobby e lo portò con sé nella missione per vendicare Juanita, nel bunker del boss Senagra.
Notando che Dern nella foto non sembra invecchiato di un giorno dal lontano 1984, Bobby decide di chiedere l’aiuto di Harlan. Le indagini portano il Dampyr e Quintana in un paesino sulla sponda del Rio Grande, in Messico, nel bel mezzo di un’operazione congiunta di FBI, DEA e Federales messicani per stanare Dern.

La storia corre su due binari temporali: il presente con le indagini sul vampiro Dern, vicenda d’azione in cui interviene il nostro Harlan, e il passato di Bobby Quintana, con una serie di avvincenti flash-back che gettano nuova luce sulla vita e sul carattere del personaggio, reduce da un’infanzia difficile, vissuta tra strade controllate dalla criminalità e piene di tentazioni. Il fatto che oggi Quintana sia ««il poliziotto più incorruttibile di Medellín» non è che la conferma di quello che avevano già visto di buono in lui la madre e lo stesso Dern.
I disegni di Del Campo restituiscono fedelmente i paesaggi desertici e gli scorci delle strade di Medellín. In generale lo stile dell’artista è molto realistico, a tratti cinetico, laddove vengono raffigurati incidenti, sparatorie e scene di lotta, e molto espressivo nel rappresentare i volti dei personaggi. Notevole la doppia splash page delle pagine 52-53, un collage della mappa della regione con le foto e i post-it con gli appunti sulle indagini.



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domenica 9 agosto 2020

Dampyr - N.245

Testata: DAMPYR, N.245
Episodio: SANGUE SULLA SIRIA
Testi: CLAUDIO FALCO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2020

È da qualche giorno in edicola il nuovo numero di Dampyr, intitolato Sangue sulla Siria.

Il partigiano Dal, della milizia curda siriana [conosciuto nei numeri 123-124], si reca al Teatro dei Passi Perduti per informare Harlan della possibile presenza in Siria di un gruppo di vampiri. La figlioccia Sirwa, alla guida di un commando di donne, ha intercettato e distrutto delle autocisterne che trasportavano del petrolio di contrabbando in Turchia. Sirwa ha saputo da uno dei prigionieri che il petrolio viene dai pozzi di Marqadah, nel mezzo della zona di guerra. Ad estrarlo sarebbero gli uomini di alcuni pericolosi stranieri che si vedono solo di giorno, secondo Dal dei vampiri.
Harlan e soci continuano le ricerche a Tunisi, con l’aiuto dell’amico T-Rex. Studiando un rapporto dell’MI6 sull’esecuzione di una giornalista inglese a La Valletta, T-Rex ha individuato il misterioso personaggio dietro alla multinazionale petrolifera Southcorp, il quale in quarant’anni di foto mostra di non essere invecchiato di un giorno: si tratta del Maestro della Notte Ningirsu.
I nostri riescono a prendere possesso di una petroliera di Ningirsu. Bevendo il sangue di uno dei suoi non-morti, Harlan ha una visione del Maestro, dietro il quale si staglia minacciosamente l’ombra di Nergal.
Rintracciato il prestanome Günsur, Harlan e soci scoprono che Ningirsu ha il suo covo ad Aleppo, che raggiungeranno con l’aiuto di Arno del Medical Team per lo scontro finale.

Sangue sulla Siria sviluppa una storia d’azione che si svolge in varie location mediterranee. Falco ci regala qualche virtuosismo di sceneggiatura, come le scene in cui l’azione irrompe sui dialoghi, che passano in didascalia. Toccante il passaggio in cui Kurjak ricorda gli orrori della guerra, mentre osserva i palazzi sventrati dalle bombe, a pagina 70, per essere subito richiamato alla realtà e alla missione da Harlan, che pragmaticamente chiude la discussione dicendo: «Non possiamo farci nulla. Il nostro lavoro è un altro».
Densi e precisi i disegni di Del Campo, che dà il meglio nel ritrarre le varie architetture mediterranee, sempre ben documentate, tra scorci di città antiche e monumenti: Malta, Tunisi, Aleppo, e su tutte una bellissima tavola a tre vignette che raffigura la città di Damasco, a pagina 23. Non mancano scene dinamiche e dal taglio horror, come le vignette a tutta tavola di pagina 39 e 81, vere e proprie illustrazioni.






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venerdì 30 novembre 2018

Speciale Dampyr - N.14

Testata: SPECIALE DAMPYR, N.14
Episodio: LE BESTIE DEL MONDO DI SOTTO
Testi: GIOVANNI DI GREGORIO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 160
Edizione: BONELLI, 11-2018

Lavorando su un servizio in Patagonia sulla vecchia strage dell’Isla de los Muertos, un gruppo di reporter viene massacrato dalla Maestra della notte Katari e dal suo “khuru” Arakiwa, un uomo felino.
L’anno seguente Harlan e la sua combriccola sono sul lago Titicaca, in Bolivia, per indagare sulle visioni avute dallo sciamano don Santiago su un antico dio sanguinario risvegliatosi di recente: si tratta di Huari, dio della forza e della guerra, in realtà un Maestro della notte. L’agente dell’antidroga boliviana Alejandro aiuta Harlan e soci nelle ricerche, e li informa che il boss della droga Huiracocha sta conquistando il mercato sgominando i rivali. Intanto Katari risveglia gli altri suoi khuru, mitici uomini-animali del Mondo di sotto.
Mentre Huirarocha fa fuori gli altri boss del narcotraffico, con l’aiuto della sua amante Yanay e con l’umano Ignacio, i nostri scoprono che è proprio lui il dio Huari.
Katari manda una visione a Santiago, rivelandogli il nascondiglio di Huirarocha, dove i nostri si troveranno ad affrontare ben due Maestri della notte.

Di Gregorio ci fornisce un bel ritratto della Bolivia, ma non tanto il Paese attuale, quanto una Bolivia mitica, con le sue credenze e le sue leggende, tramandati dagli anziani e dai saggi sciamani, che sanno ascoltare la voce della «Pacha mama», ma che risultano anche facilmente manipolabili da una Maestra della notte. Vengono così tratteggiate popolazioni rurali caratterizzate da ingenuità e credulità, ma ne escono molto peggio le popolazioni cittadine, dove si annida il crimine della peggior specie. La storia è anche la bella epopea di due Maestri della notte, amanti e rivali, l’una vendicativa e rancorosa, l’altro egoista, spietato e malvagio fino al midollo: un cattivo di quelli “vecchio stampo”, che avrebbe forse meritato una seconda comparsa nella testata.
Del Campo, artista che qui dimostra una notevole crescita, realizza dei mostri convincenti e dettagliati, con una notevole inventiva per quanto riguarda le anatomie. Molto efficaci i suoi giochi d’ombre, come quelli che nascondono i nemici in agguato sugli alberi a pagina 134.



Risorse Web:
Giovanni di Gregorio su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
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mercoledì 26 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.9

Titolo: MAXI DAMPYR, N.9
Episodi: 1.IL TESTAMENTO, 2.IL MOSTRO NEL BILLABONG, 3.NEL PAESE DEGLI UOMINI BLU
Testi: DIEGO CAJELLI (ep.1), FRANCESCO MATTEUZZI (ep.2), GIULIO ANTONIO GUALTIERI / STEFANO MARSIGLIA (ep.3)
Disegni: MARCO SANTUCCI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), FABRIZIO RUSSO (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: ALESSANDRA BELLETTI
                                                   Ediz., pp.: BONELLI, 07-2017, 288

Da qualche giorno è in edicola l’ultimo numero del Maxi Dampyr, il nono della collana, che promette tanti brividi estivi per tre viaggi fantasiosi in località esclusive, tra Cornovaglia, Australia e Nordafrica.

Il Testamento: Dean Barrymore, scortato da Harlan, si reca in Cornovaglia, per la lettura del testamento del ricco sir William Hamilton. Dean lo incontrò solo in un’occasione, quando venne invitato a cena con altri due esperti di occulto, a cui si chiedeva un modo per contattare il defunto sir Duncan, tra l’aperta ostilità dei parenti presenti. Tutto iniziò nel 1911, presso le rovine di Uruk, quando sir Duncan trovò un’enorme statua del demone sumero Imdugud. Da allora, Duncan offrì molti sacrifici umani a Imdugud, ottenendone favori e ricchezza. Gli eredi maschi avrebbero dovuto portare avanti la tradizione, ma William non volle saperne, nonostante i familiari fossero di altro avviso. Toccherà a Harlan e a Dean, candidati al ruolo di vittime sacrificali, cercare di rompere la maledizione.
La storia di Cajelli sfrutta il tema sempre coinvolgente della nobile dinastia inglese in rovina, con il suo carico di misteri e maledizioni. L’atmosfera è resa magnificamente da Santucci, che dà un’ulteriore prova da grande Maestro. Su sfondi ricchi e dettagliati, l’artista tratteggia personaggi dalla grande espressività, giungendo a rappresentarne anche le più sottili sfumature, proprio come un regista che dirige attori in carne ed ossa.


Il Mostro nel Billabong: Harlan e Kurjak sono a Darwin, nel Territorio australiano del nord. Qui gli aborigeni vociferano che il bunyip, un mostro vampiresco simile a Kagyr Khan, sia uscito dai billabong (i laghi) e abbia ucciso un imprenditore e un capocantiere, per proteggere il suo territorio e la locale tribù aborigena. I nostri riescono a ottenere il sostegno del piccolo Elea e della polizia locale, ma l’agente Jarrah Namatjira non ne è affatto contento. La sua fidanzata Echo, infatti, ha un profondo legame telepatico con il bunyip, che lei sguinzaglia a suo piacimento contro quelli che ritiene nemici della tribù.
La storia di Matteuzzi è un’avventura esotica con elementi di critica al sistema capitalistico, rappresentata con disegni asciutti ed efficaci da Del Campo.


Nel paese degli uomini blu: Arno del Medical Team viene rapito dagli “uomini blu”, un gruppo di tuareg ribelli in lotta con gli occupanti di una miniera di uranio sull’altopiano di Djado, in Niger. Peccato che il proprietario della miniera sia un Maestro della Notte, Amanar, che sta formando un esercito di non-morti. Harlan, Kurjak e Tesla rintracciano Rajit, la guida che ha tradito Arno, e si fanno scortare fino al covo dei tuareg, nel deserto. Tra le rovine di Djaba, gli uomini blu stanno affrontando i non-morti di Amanar. Harlan e soci si uniscono alla battaglia e liberano Arno, per poi allearsi con i tuareg contro il nemico comune.
Questo di Gualtieri e Marsiglia è un episodio ricco d’azione, con battaglie, tradimenti e strategiche alleanze. I disegni di Fabrizio Russo sono precisi e molto dinamici, in particolare nelle scene di lotta e in quelle che vedono Tesla protagonista.


Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Blog di Francesco Matteuzzi
Scheda di Gualtieri su ScuolaComics.com
Marco Santucci Art
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Fabrizio Russo
Sergio Bonelli Editore

domenica 23 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.8

Titolo: MAXI DAMPYR, N.8
Episodi: 1.CACCIA ALLA VOLPE, 2.VALLE DI TENEBRA, 3.IL KLAN DEI DANNATI
Testi: CLAUDIO FALCO (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), NICOLA VENANZETTI (ep.3)
Disegni: ARTURO LOZZI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), DANIELE STATELLA (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Ediz., pp.: BONELLI, 08-2016, 288

Come ogni anno, luglio è il mese del Maxi Dampyr, pubblicazione che si propone di regalare ai lettori qualche brivido sotto l’ombrellone (o nelle afose città per i meno fortunati). Prima di parlare dell’ultimo numero, riprendiamo il discorso interrotto con il volume 8. Tre, come tradizione, le storie presentate.

Caccia alla Volpe: In Bosnia-Erzegovina il famigerato ufficiale Dragan Krasic, detto “La Volpe”, ha ripreso con una piccola guarnigione la sua spietata operazione di pulizia etnica. Fu a causa del “fuoco amico”di Krasic, durante la guerra nella ex-Jugoslavia, che la moglie e il figlio di Kurjak rimasero uccisi. Insieme ad Harlan e Tesla, Emil si reca a Bojisov per rintracciarlo. Purtroppo anche Lord Marsden sta cercando di contattare La Volpe, per proporgli una collaborazione per il riavvio di una fabbrica della Temsek. Quando riusciranno a incontrare Krasic, i nostri dovranno affrontare anche i non-morti del Maestro.
In questo epidosio Kurjak deve affrontare ancora il dolore delle sue perdite. Rivedere i luoghi in cui aveva vissuto con la famiglia gli fa male, e ad aggravare le cose ci sono le visioni della moglie e del figlio. Alla fine Emil riesce a ottenere la sua vendetta, ma è una vendetta amara, perché non può riportargli indietro nessuno. Kurjak, comunque, sente che è qualcosa che va fatto per chiudere i conti con il passato. Una storia amara, questa di Claudio Falco, intensa ed emozionante, e ben lontana da qualsiasi tono consolatorio che spesso anima le storie a fumetti. Notevoli i disegni, precisi e dettagliati, di Lozzi, capace di dare un forte impatto drammatico alle scene cruciali, con un sapiente gioco di ombre e una scelta felice delle inquadrature.


Valle di Tenebra: Alla ricerca di una potenziale Zona d’ombra, Harlan si reca nel basso Piemonte, per interrogare il maestro Mario D’Andrea. Nel 1944, nel villaggio di Rovi, base dei Partigiani, si verificò il tradimento del maresciallo Aurelio Esposito, ucciso dalla “Banda dei Bovari”: si dice che il borgo, ora abbandonato, sia maledetto. E infatti, tra i suoi vicoli, Harlan ha delle visioni e scopre il covo di un gruppo di fanatici assassini, ispirati dall’aura maligna del paesino, il cui scopo è ritrovare un’aquila d’oro risalente all’impero ottaniano.
Questo episodio, un po’ più verboso, punta maggiormente sull’atmosfera del borgo abbandonato, con i suoi vicoli deserti e gli angoli bui, ben resa da Del Campo.

Il Klan dei Dannati: Nella Ouachita County, in Arkansas, nel 1864 la compagnia sudista guidata dal capitano Willis fu sgominata da un battaglione nordista. Il capitano fu salvato dal Maestro della Notte Konrad, proprietario di una piantagione, che trasformò Willis e i suoi in non-morti. Oggi il macellaio Floyd Hawkins e il figlio Johnny, alleati di Konrad, vengono affrontati dagli uomini di Foreman, assoldato dalla Cohen Oil per vincere la resistenza di Hawkins a cedere i suoi terreni. A risolvere lo scontro sopraggiungono un gruppo di incappucciati del KKK, che si rivelano essere i vampiri di Konrad. Harlan e Kurjak raggiungono la Contea e si scontrano con il Maestro e i suoi non-morti sullo sfondo di una rievocazione storica della battaglia.

Uno dei punti di forza di Dampyr è, da sempre, la varietà di temi, toni e ambientazioni. In questo terzo episodio, neanche a dirlo, ecco un drastico cambio d’atmosfera a rendere più varia la lettura. Si tratta di una classica e gradevole storia d’avventura, con tanto di battaglie della Guerra civile americana, in cui Harlan dimostra tutto il suo valore di combattente che non molla mai. Statella rende splendidamente scene ottocentesche e contemporanee, con grande cura delle espressioni dei personaggi. Memorabili alcuni volti spaventati o sofferenti, e, su tutti, il tributo al grande Lemmy dei Motörhead, il cui volto viene prestato al personaggio del capitano Willis, con tanto di cappello.

Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Daniele Statella
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martedì 8 settembre 2015

Dampyr - N.176

Titolo: DAMPYR, N.176
Episodio: OLTRE LA SOGLIA
Soggetto: NICOLA VENANZETTI
Sceneggiatura: NICOLA VENANZETTI
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 11-2014

Parigi è una città che è stata fonte di ispirazione per molti scrittori che si sono occupati di vampiri, a cominciare da Anne Rice che ha scelto le catacombe della città come dimora di Armand e dei suoi seguaci. Nella capitale francese possono nascondersi anche altri orrori, come in questo caso che vede Harlan e Ann Jurging alle prese con “I Grandi Antichi”.

Olga Winkler era una compagna di università di Ann Jurging e, insieme ad altri due ragazzi, frequentavano uno dei primi corsi di parapsicologia in Germania; quando furono tagliati i fondi, Olga si dedicò completamente all’arte e si trasferì a Parigi.
Ann, negli ultimi tempi, ha dei cupi presentimenti che riguardano il suo gruppo di amici e, insieme ad Harlan, parte per la Ville Lumiére dove scoprono che, dopo aver telefonato ad Olga, Kurt, un membro del gruppo di amici, si è suicidato e Olga è ricoverata per un crollo nervoso.

Del gruppo, oltre ad Ann, è rimasto solo Landau che ha continuato gli studi occulti trovando a Parigi, in una colonna fatta realizzare dal veggente di Caterina de Medici, Cosimo Ruggeri, un portale per il mondo ove vivono gli dei primigeni. La battaglia con queste entità mostruose si rivelerà più ardua del previsto e Ann dovrà ricorrere ai suoi poteri di Strega Suprema per vincerla.

Alla sceneggiatura di quest’albo ha debuttato Nicola Venanzetti che ha sfruttato la sua conoscenza di Parigi per toccare una delle tematiche più scottanti e rischiose della saga; il pericolo di scrivere una storia banale, sempre in agguato quando ci si ispira ai grandi scrittori horror del passato, è stato scongiurato facendo confluire elementi storici credibili (la passione per l’occulto di Caterina de’ Medici) alla fantascienza e all’horror.
Buono il lavoro di Andrea Del Campo che, per l’occasione, ha avvolto gli scenari in una fitta nebbia da cui emergono e scompaiono i mostri, inoltre, ha abilmente trasformato le anatomie dei protagonisti secondo le più contorte fantasie lovecraftiane.

Risorse Web:
Blog di Enea Riboldi
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venerdì 19 giugno 2015

Dampyr - N.172

Titolo: DAMPYR, N.172
Episodio: LA PAPESSA DI ROMA
Soggetto: ALESSANDRO BILOTTA
Sceneggiatura: ALESSANDRO BILOTTA
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2014

In questo numero un’altra avventura italiana del nostro team di cacciatori di vampiri: sembrerebbe che una creatura della notte sia responsabile del massacro avvenuto nel quartiere Coppedè di Roma.



Il professor Milius ha mandato Harlan e i suoi compagni a parlare con il professor Palmieri, un suo collega da poco risvegliatosi dal coma in seguito a un terribile incidente, e tuttora ricoverato in ospedale.

Il professore racconta di aver rinvenuto il sepolcro segreto di Olimpia Maidalchini, una nobildonna romana vissuta nel ‘600 che, sfruttando la parentela con il Papa Innocenzo X, non mostrò alcuno scrupolo ad acquisire sempre più potere. Si narra tuttora che il fantasma della donna si aggiri nottetempo per Roma su una carrozza in fiamme che poi precipita nel Tevere.

Prima di morire, “la papessa di Roma” fu trasformata in vampira da un Mestro della Notte e, ritornata dalla tomba, oggi si è infiltrata nella malavita locale per riconquistare gli antichi fasti del passato.



Un altro debutto, questa volta alla sceneggiatura, anche in quest’albo: si tratta di Alessandro Bilotta, autore di “Valter Buio” (Star Comics 2010) e di alcuni episodi di Dylan Dog.
 Bilotta è entrato pienamente nello spirito dampyriano portando alla luce un fatto curioso e trasformandolo in un moderno horror-thriller.

Un buon lavoro anche quello di Del Campo , le tavole sono pulite e ben ombreggiate.

Risorse Web:
Alessandro Bilotta su Wikipedia
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venerdì 21 giugno 2013

Dampyr - N.159

Titolo: DAMPYR, N.159
Episodio: LA BESTIA DEL GEVAUDAN
Soggetto: ANDREA ARTUSI, IVO LOMBARDO
Sceneggiatura: ANDREA ARTUSI, IVO LOMBARDO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO con la collaborazione di ANDREA ARTUSI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 06-2013

Continua il soggiorno francese di Harlan in compagnia della bella giornalista Angelique. I due si troveranno nella regione della Lozére dove, fra il 1764 e il 1767, più di un centinaio di persone furono aggredite e uccise dalla “Bestia del Gevaudan”.
In Rue Montparnasse, a Parigi, il dampyr, qualche anno fa, dovette scontrarsi con il Maestro della Notte Verdier nella Maison D’Enfer, ora ristrutturata e adibita a museo. Un antico messale, esposto nell’abitazione, susciterà in Harlan la prima visione concernente la Bestia del Gevaudan e lo convincerà a partire, insieme ad Angelique, per la Lozère dove sembra che si stiano ripetendo omicidi simili a quelli riportati nelle cronache del XVIII secolo.
Grazie alle visioni di Harlan, l’aiuto del discendente dell’uomo che catturò la bestia e l’intervento della vampira Araxe, sarà sventato il piano di Verdier di resuscitare gli Dei Primigeni, sacrificando giovani donne.

La Bestia del Gevaudan ha solleticato la fantasia di molti registi e scrittori, era inevitabile che diventasse il tema di una delle avventure di Dampyr. Artusi e Lombardo hanno sfruttato bene questo soggetto associando elementi attuali, quali la cripto - zoologia e la clonazione, ai più Lovecraftiani Antichi Dei (da evocarsi con l’apposito “manuale”).
Andrea Del Campo, alla sua prima prova ufficiale con Dampyr, si dimostra perfettamente a suo agio nelle scene notturne e nei dettagli agghiaccianti delle creature mostruose. All’illustrazione dei flash-back ha partecipato anche Andrea Artusi.

Risorse Web:
Andrea Artusi su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Dampyr su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore